ECOAMBIENTANDO
Programma Nazionale “SCUOLE APERTE” 2007/08
Ai partecipanti
Questo
corso si propone di sensibilizzarvi verso le problematiche ambientali, cioè
quelle connesse alla produzione dei rifiuti, all’inquinamento dell’ aria, del
suolo e dell’acqua, cioè a tutte le alterazioni di un equilibrio ambientale che
le varie attività umane, condotte quasi sempre in maniera sconsiderata,
comportano.
Si
propone altresì di farvi riflettere su queste problematiche, per stabilire se
sia possibile assumere,nel vostro piccolo, atteggiamenti più virtuosi e
lungimiranti, che abbiano il duplice obiettivo di salvaguardare l’ambiente e
non sprecare le risorse.
Tutto
questo vi permetterà di passare dalla SOCIETA’ DEI CONSUMI alla SOCIETA’ DEL
RISPARMIO DELLE RISORSE, ricordando anche che le risorse sono esauribili.
FASI DEL
PROGETTO
Il
progetto prevede una breve fase teorica per l’apprendimento delle tematiche,con
l’intervento di esperti del settore; una fase laboratoriale di tipo
scientifico, con l’esecuzione di semplici attività di osservazione, misurazione
ed elaborazione dati; una fase laboratoriale di tipo grafico-creativo con la
realizzazione di manufatti derivanti da materiali di riciclo e la decorazione
di cestini da utilizzare per la raccolta differenziata nelle classi
dell’Istituto.
Il
progetto prevede anche una mostra conclusiva con l’esposizione di tutto il
materiale prodotto, nonché la pubblicizzazione dell’evento.
I
docenti
Giovanna Laporta e Arianna
Lillo: progettazione e cura degli aspetti scientifici;
Francesca Sabbatelli: ideazione e
realizzazione dei manufatti artistici;
Valeria Mastronardi: pubblicizzazione dell’evento
RIFIUTI
DALLO “SMALTIMENTO ALLA GESTIONE”
Negli
ultimi anni il problema “rifiuti” ha assunto proporzioni gigantesche.
Affrontare tale questione in termini di
smaltimento significa andare incontro a due tipi di conseguenze:
- INQUINAMENTO a causa del loro accumulo e della loro
dispersione nell’ambiente
- IMPATTO
AMBIENTALE determinato dall’occupazione
dei siti per collocare discariche o inceneritori.
Affrontando il problema in termini di gestione, il
“rifiuto” può diventare una RISORSA, sia attraverso il riciclaggio, per
ricavare materie prime , sia attraverso processi di combustione controllata, da
cui ricavare energia.
TIPOLOGIE DI RIFIUTI
In questa conversazione parleremo più diffusamente di
Rifiuti Solidi (R.S.) , ma accenneremo anche ai Rifiuti Liquidi (R.L.).
La “Gestione “ dei R.S.è disciplinata dal D.L.22/97
noto come decreto Ronchi.
In base a tale normativa i R.S. si suddividono nelle
seguenti categorie:
-
URBANI ossia rifiuti domestici provenienti da civili
abitazioni, dalla pulizia delle strade, quelli giacenti in aree pubbliche, i
residui vegetali provenienti da giardini, parchi ecc..
-
ASSIMILABILI AGLI
URBANI ossia rifiuti non pericolosi
provenienti da locali adibiti ad usi diversi dalle civili abitazioni.
-
SPECIALI ossia rifiuti provenienti da lavorazioni
industriali, artigianali e di servizio; quelli derivanti da attività di
recupero e smaltimento di rifiuti, da trattamento e depurazione delle acque, da
attività sanitarie, apparecchiature e veicoli a motore
-
IMBALLAGGI
-
BENI
DUREVOLI in particolare, lo
smaltimento dei rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche è disciplinato
dall’ U.E.
TRATTAMENTO RIFIUTI LIQUIDI
Lo smaltimento e il trattamento dei Rifiuti Liquidi
sono disciplinati dalla Legge 319/76,nota come Legge Merli.
I R.L. sono classificati in:
- DOMESTICI
(costituiti da acque bianche e liquami fognari)
- REFLUI
AMBIENTALI (acque piovane)
- INDUSTRIALI (derivanti dalle varie attività industriali)
Questi liquami non possono essere immessi come tali
nei corpi idrici, ma devono subire adeguati trattamenti preventivi, sia di tipo
fisico, che chimico, che microbiologico.
Il tipo di TRATTAMENTO dipende dalla natura del refluo
avviene nei cosiddetti IMPIANTI DI DEPURAZIONE, che possono essere appunto
biologici, chimici o fisici .
I reflui domestici e ambientali subiscono un
trattamento BIOLOGICO A FANGHI ATTIVI.
Tale trattamento consiste nella degradazione delle
sostanze organiche di origine biologica da parte di microrganismi (Protozoi e
Batteri), già presenti nei liquami che avviene in una vasca biologica a fanghi
attivi. I microrganismi presenti nei fanghi, in presenza di ossigeno,
trasformano le sostanze di origine biologica in sostanza inorganica (processo
di mineralizzazione).
In questa fase del processo si ottiene un abbattimento
notevole della carica microbica del refluo iniziale. Dopo adeguate analisi e
successivi trattamenti l’effluente può essere immesso in mare o nei fiumi,
sempre rispettando i parametri imposti dalla normativa.
I Fanghi Attivi, risultanti alla fine del trattamento,
costituiscono essi stessi Rifiuti Speciali, e devono essere smaltiti secondo il
D.L.22/97. Ricordiamo che sono molto pericolosi perché presentano
un’elevatissima carica microbica.
TRATTAMENTO RIFIUTI
SOLIDI
I
rifiuti solidi possono essere smaltiti in maniera indifferenziata, con le gravi
conseguenze che sono emerse in questi ultimi mesi in maniera tragica, oppure
possono essere trattati attraverso
Il
vantaggio del recupero di beni riciclabili è relativo al risparmio sia in
termini di materie prime, che in termini di energia consumata.
Il
vantaggio del recupero dei rifiuti pericolosi è in termini di salvaguardia
dell’ambiente.
Innanzitutto,
però, in questa società consumistica, bisogna ridurre la produzione dei
rifiuti, espressione ,comunque ,di un atteggiamento spreco di risorse.
La
strategia giusta per la gestione dei rifiuti è quindi:
- RIDUZIONE
- RICICLO
- DISTRUZIONE
La
selezione dei materiali da riciclare, può essere effettuata attraverso una
separazione automatica, con costi elevati, o attraverso la raccolta
differenziata organizzata dai comuni,con la partecipazione diretta del
cittadino-produttore di rifiuti.
I
materiali riciclabili sono: CARTA, VETRO, ACCIAIO, ALLUMINIO, PLASTICA, LEGNO e
FRAZIONE ORGANICA.
Per particolari rifiuti è necessaria una raccolta
differenziata specifica: FARMACI, PILE ESAURITE, CONTENITORI DI SOSTANZE
TOSSICHE o INFIAMMABILI.
INQUINAMENTO ATMOSFERICO
Come scoprire e valutare il grado di inquinamento di
un territorio
La qualità dell’aria di un territorio dipende da :
(a)
(b)
(c)
Caratteristiche
climatiche Traffico
veicolare Presenza di
attività produttive
e morfologiche
(che incidono sui
fenomeni
di accumulo e di dispersione)
Fasi per la valutazione
dell’inquinamento atmosferico:
1) Caratterizzazione climatica
del territorio
2) mappatura del territorio,
per valutare la distribuzione spaziale degli inquinanti
atmosferici
3) individuazione delle aree
a rischio di inquinamento
4) interventi miranti alla
realizzazione di iniziative per limitarne gli effetti
PRINCIPALI
INQUINANTI ATMOSFERICI
( ascrivibili a traffico veicolare)
-
Ossidi di azoto
(in particolare il biossido NO2)
-
Ossidi di
zolfo (in particolare il biossido SO2)ٍ
-
Ozono
troposferico (O3) (derivante dalla fotolisi degli ossidi di azoto)
-
Polveri totali
-
PM 10 e PM 2.5
(frazioni di polveri finissime costituite da un pool di inquinanti ad elevato
potere tossicologico)
METODI DI RILEVAMENTO DEGLI INQUINANTI ATMOSFERICI
-
rilevamento
diretto: centraline di rilevamento automatico
-
rilevamento
indiretto: sistemi di BIOMONITORAGGIO
I sistemi di biomonitoraggio sono costituiti da specie
biologiche indicatrici di inquinamento perché molto sensibili alle sostanze
inquinanti e per le quali è stata dimostrata la correlazione
fra la loro presenza e l’entità del traffico
veicolare.
Bioindicatori di inquinamento atmosferico sono i
LICHENI, particolarmente sensibili all’SO2.Essi si prestano allo scopo per la
loro continua attività, il loro lento metabolismo, il loro potere di accumulo.
E’stato verificato che un aumento di inquinamento produce una diminuzione della
biodiversità dei licheni (cioè del loro numero di specie).
INQUINAMENTO IDRICO
(parte generale)
Le fonti d’inquinamento delle acque continentali
superficiali, cioè quelle presenti in fiumi, laghi, ghiacciai, nonché delle
acque sotterranee, sono principalmente di tipo:
- CHIMICO (derivante dalle acque di scarico delle
industrie e da agricoltura e allevamento)
- ORGANICO o
MICROBIOLOGICO (derivante dagli scarichi fognari e dalle acque utilizzate in
agricoltura e allevamento).
INQUINANTI
CHIMICI PIU’TOSSICI
Metalli pesanti: PIOMBO (Pb)
presente nelle benzine ( fino a poco tempo fa ), nelle tubature, negli accumulatori
CADMIO (Cd), MERCURIO
(Hg) e MANGANESE (Mn), presenti nelle pile e in svariati prodotti industriali
RAME (Cu), presente
nei conduttori
CROMO (Cr),
utilizzato nella cromatura e nella concia delle pelli
ARSENICO (As),
utilizzato in insetticidi e nei semiconduttori
SELENIO (Se),
utilizzato nelle cellule fotoelettriche
Solventi organici: BENZENE, ACETONE, TRIELINA, usati come sgrassanti nell’industria
ANILINA impiegata nella produzione delle vernici
AMMONIACA impiegata
nelle vernici, fertilizzanti ed altro
CIANURI, FENOLI,
OLI MINERALI
Pesticidi (insetticidi,
anticrittogamici, diserbanti),ioni nitrito, nitrato e fosfato sono tutti
inquinanti dispersi nell’ambiente dalle pratiche agricole e dagli allevamenti.
INQUINAMENTO IDRICO
(parte generale)
Le fonti d’inquinamento delle acque continentali
superficiali, cioè quelle presenti in fiumi, laghi, ghiacciai, nonché delle
acque sotterranee, sono principalmente di tipo:
- CHIMICO (derivante dalle acque di scarico delle
industrie e da agricoltura e allevamento)
- ORGANICO o
MICROBIOLOGICO (derivante dagli scarichi fognari e dalle acque utilizzate in
agricoltura e allevamento).
INQUINANTI
CHIMICI PIU’TOSSICI
Metalli pesanti: PIOMBO (Pb)
presente nelle benzine ( fino a poco tempo fa ), nelle tubature, negli accumulatori
CADMIO (Cd),
MERCURIO (Hg) e MANGANESE (Mn), presenti nelle pile e in svariati prodotti
industriali
RAME (Cu), presente
nei conduttori
CROMO (Cr), utilizzato
nella cromatura e nella concia delle pelli
ARSENICO (As),
utilizzato in insetticidi e nei semiconduttori
SELENIO (Se),
utilizzato nelle cellule fotoelettriche
Solventi organici: BENZENE, ACETONE, TRIELINA, usati come sgrassanti nell’industria
ANILINA impiegata nella produzione delle vernici
AMMONIACA impiegata
nelle vernici, fertilizzanti ed altro
CIANURI, FENOLI,
OLI MINERALI
Pesticidi
(insetticidi, anticrittogamici, diserbanti), ioni nitrito, nitrato e fosfato
sono tutti inquinanti dispersi nell’ambiente dalle pratiche agricole e dagli
allevamenti.
INQUINAMENTO IDRICO
(sezione analitica)
ANALISI DELLE ACQUE
Vengono
effettuate per verificare il grado di inquinamento delle stesse, anche in
funzione del loro utilizzo, di cui elenchiamo i più comuni:
-
acque destinate
al consumo umano(potabili)
-
acque di
balneazione
-
acque per
ittiocoltura
-
effluenti da impianti
di depurazione che devono immettersi in un corpo idrico
I parametri da determinare analiticamente sono
di tre tipi:
CHIMICO-FISICO (A) CHIMICO (B) MICROBIOLOGICO (C)
(A) Parametri
chimico-fisici:
-
temperatura
-
conducibilità specifica
(dà indicazioni sul contenuto di sali disciolti)
-
pH (grado di
acidità) (dà indicazioni sul tipo di terreno che le acque attraversano)
(B) Parametri
chimici:
-
determinazione
dell’ossigeno disciolto (indica la capacità di abbattimento della
carica microbica)
-
determinazione
del B.O.D. e del C.O.D.(indicano la quantità di sostanza organica presente)
-
determinazione
dell’azoto ammoniacale (NH4+)
-
determinazione
dello ione nitrito (NO2-)
-
determinazione
dello ione nitrato (NO3-) (gli ultimi tre indicano il livello del processo di
degradazione delle sostanze in putrefazione secondo la sequenza ossidativa:
NH4+ NO2- NO3-
(C) Parametri
microbiologic:i
-
ricerca di
batteri coliformi (gruppo di enterobatteri indicatori di inquinamento fecale)
-
ricerca di
streptococchi fecali
-
ricerca di altri
patogeni o patogeni opportunisti ( Salmonella, Pseudomonas aeruginosa)
(per
questi ultimi sono previste analisi più specifiche)
Esercitazioni effettuate
Tenendo conto:
-
della mancata
disponibilità di un laboratorio completamente attrezzato, e soprattutto a
norma, sia per le indagini di tipo chimico che microbiologico (essendo questo
per noi docenti di Scienze un obiettivo a medio-lungo termine),
-
della non
spiccata predisposizione nei confronti dell’indagine scientifica, di alunni
rivolti verso altri indirizzi di studio,
-
dell’impossibilità
di utilizzo dell’attrezzatura richiesta per il progetto , a causa del mancato
invio, al momento, del materiale stesso da parte della Ditta vincitrice di
appalto
il nostro principale obiettivo è stato quello
di motivare gli alunni nei confronti di questo tipo di indagine, che rientra
nella pratica quotidiana e la cui utilità e necessità può essere compresa da
tutti.
Per
motivi di sicurezza la maggior parte delle analisi è stata svolta in maniera
simulata, senza però tralasciare nessun dettaglio tecnico, evitando così la
banalizzazione, ma anzi mettendo in evidenza la logica delle procedure di
analisi (che peraltro sono fissate per legge).
Elenco delle esercitazioni
-Determinazione del pH:
1) misurazione diretta con elettrodo a vetro
(metodo potenziometrico)
2) misurazione indiretta (metodo
colorimetrico)
- Ricerca dei coliformi totali:
1)
metodo MPN da effettuarsi su terreno selettivo e di identificazione (Brodo Lattosato)
: i Coliformi sono in grado di fermentare il lattosio con produzione di
gas. Si effettuano semine con diluizioni scalari di campione .
2) metodo della conta su piastra, da effettuarsi con diluizioni decimali del campione e successiva semina su terreno agarizzato. Dopo incubazione vengono contate le colonie sviluppatesi.